Personaggi

Giovanni Pascoli

Il 31 dicembre è l’anniversario della nascita (nel 1855) del poeta e latinista italiano (romagnolo) Giovanni Pascoli (1855-1912).

it.wikipedia.org/wiki/Giovanni_Pascoli 

Già più volte ho parlato di lui, da ultimo il 6 aprile 2020.

www.bitoteko.it/esperanto-vivo/2020/04/06/giovanni-pascoli-3/ 

°°°

L’uccello “Otus scops” si chiama in italiano “assiuolo”, ma anche “chiù” per il suo caratteristico verso, che sembra dire “più”.

Per questo, nella credenza popolare è considerato di cattivo augurio.

Ne abbiamo un esempio in questa poesia di Giovanni Pascoli (che trascrivo in italiano e nella traduzione in Esperanto), tipica della poetica di Pascoli, spesso legata a sentimenti funebri.

Immagine: francobollo bulgaro del 1992 con Otus scops.


L’ASSIUOLO

Dov’era la luna?  Ché il cielo 

notava in un’alba di perla 

ed ergersi il mandorlo e il melo 

parevano a meglio vederla.

Venivano soffi di lampi 

da un nero di nubi laggiù; 

veniva una voce dai campi:

  chiù…

Le stelle lucevano rare 

tra mezzo alla nebbia di latte: 

sentivo il cullare del mare, 

sentivo un fru fru tra le fratte; 

sentivo nel cuore un sussulto, 

com’eco d’un grido che fu. 

Sonava lontano il singulto: 

  chiù…

Su tutte le lucide vette 

tremava il sospiro del vento; 

squassavano le cavallette 

finissimi sistri d’argento 

(tintinni a invisibili porte 

che forse non s’aprono più?…) 

e c’era quel pianto di morte… 

  chiù…

Giovanni Pascoli

 

°°°

LA SKOPSO

Kie estis la luno? Ĉielo

ja naĝis en perla plenklaro,

streĉŝajnis al alta nivelo

por vidi la arboj per staro.

Ekblovoj de fulmoj sin trenis

el fora nubnigro sen bru’;

el kampoj nur voĉo alvenis:

kju…

La steloj briletis sporade

trabore de l’ lakta nebulo:

mi aŭdis la maron lulade,

mi aŭdis fru-fru ĉe l’ ebulo;

mi aŭdis la koron tumulte,

pro eĥo de krio kun sku’.

Kaj fore sonadis singulte.

Kju…

Sur ĉiuj hellumaj arb-vertoj

tremetis ĝemspiro de vento:

kri-kriis akridaj koncertoj

laŭ sistra reson’ de arĝento

(ĉu tintoj al ombro de pordo

ne malfermiĝanta jam plu?…);

kaj jen tiu ploro de morto…

kju…

Giovanni Pascoli, trad. Luigi Minnaja

(el “Radio Roma – Esperanto” 4.7.1951)

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