Personaggi

Vicente Blasco Ibáñez

Il 29 gennaio è l’anniversario della nascita (nel 1867) dello scrittore, sceneggiatore e regista spagnolo (valenciano) Vicente Blasco Ibáñez (1867-1928),ù
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famoso soprattutto per due romanzi, “Sangre y arena” (Sangue e arena) e “Los cuatro jinetes del apocalipsis” (I quattro cavalieri dell’apocalisse).
​Entrambi i romanzi hanno avuto, più volte, trasposizioni cinematografiche; l’edizione muta del 1922 di “Sangue e arena” (Blood and Sand) lanciò il mito dell’attore di origine italiana Rodolfo Rudolph Valentino (1895-1926)
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​“Sangre y arena” è stato tradotto in Esperanto da Ramón de Salas Bonal con il titolo “Sango kaj sablo” (Sangue e Sabbia) e pubblicato nel 1935 (Zaragoza, Aragona Esperanto-Federacio). Sarebbe stato meglio parlare di “Sango kaj areno”, giacché non si tratta di sabbia, ma dell’arena destinata alle corride: il romanzo, infatti, è una storia di amore e morte, incentrata sulla figura di un torero che muore nell’arena; ma forse si è voluto imitare la versione inglese, intitolata erroneamente “Blood and Sand” (Sangue e Sabbia).
In “Literatura Mondo” 1924-4, p. 70-72 c’è la traduzione (di Antoni Dura) di una novella initolata “Viro en maron!”; la versione è dal catalano, perché Vicente Blasco Ibáñez scriveva sia in castigliano che in catalano (più esattamente, in valenciano, che è una varietà del catalano).
​Vicente Blasco Ibáñez fu molto impegnato in politica, come sostenitore della Repubblica contro la monarchia di re Alfonso XIII (del quale parlerò in altra ocasione) ed anticlericale; scrisse anche un libro intitolato “Alfonso XIII demascarado” (Alfonso XIII smascherato), tradotto in inglese da Leo Ongley e pubblicato a Londra (E. Nash and Grayson) nel 1925.
​Allego la copertina della versione in Esperanto di “Sangre y arena” (Sango kaj sablo), e l’annullo postale italiano del 1995 in onore di Rodolfo Valentino, nato in Italia a Castellaneta (Taranto).

 

2 pensieri su “Vicente Blasco Ibáñez

  1. Efektive “arena” en la hispana portas la du signifojn, areno kaj sablo. Sed mi kredas, ke oni ne eraris, se oni konsideras, ke sur la areno troviĝas… sablo (nemirinde). Mi supozas, ke la aũtoro volis elvoki la simbolan mikson de la du elementoj – kio plejofte okazas al la kompatindaj trafitaj taũroj.
    Ankaũ en la portugala, “Sangue e areia” (ne “arena”, kiu estas en la portugala por “areno”).

  2. Efektive, ankaù en itala lingvo kunekzistas la vortoj “sabbia” (sablo) kaj “arena” (sablo, kaj amfiteatro supershutita per sablo). Sed en la romano, laù mi, oni celas la taùrobatalejon, ne la sablon en si mem. Fama “areno” estas tiu (romepoka) de Verono, kie nuntempe okazas muzikaj prezentoj, kaj certe estus kurioze diri, ke iu operspektaklo okazas “en la sablo de Verono”.

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