Riuniti a Torino gli irriducibili dell'esperanto Congresso a Villa Gualino: sarà la lingua unica (Giulia Pescara, La Stampa, 24 agosto 2011) «Non si sa cosa succederà, ma di cosa ci sarà bisogno». Così Aldo Grassini, neopresidente della Federazione Esperantista Italiana, spiega il suo punto di vista sul futuro della linguistica mondiale. «Oggi - continua - la lingua più parlata da persone di Paesi diversi è l'inglese. Ma si tratta di un linguaggio iniquo, che alcuni parlano già quotidianamente e la cui diffusione si basa principalmente su ragioni economiche. Invece l'esperanto mette tutti allo stesso livello e porta un messaggio di fratellanza. Non è un gioco per intellettuali: è una lingua vera e propria che da 124 anni resiste al tempo e alle vicende drammatiche che hanno caratterizzato il Novecento». A Torino la splendida cornice di Villa Gualino ospita sino a sabato il 78° Congresso Italiano di Esperanto. Giorni di conferenze per 240 esperantisti esperti, ma anche per chi è solo curioso. Non è, però, solo un corso di aggiornamento: oltre agli incontri il programma prevede gite culturali per avvicinarsi alle bellezze di Torino da un altro punto di vista e concerti e spettacoli che intrattengono gli ospiti tutte le sere. Nella piccola ma fornita «librovendejo», la libreria, si trovano capolavori della letteratura tradotti in esperanto come «I promessi sposi» o i Sonetti di Shakespeare, ma anche opere originali in lingua. Per i ragazzi c'è un fornito spazio dedicato ai fumetti tradotti, dal classico Lupo Alberto a Ratman. Il titolo del congresso, «E adesso facciamo gli europei», è la linea guida per i progetti futuri delle varie associazioni. «La scelta di Torino come sede del convegno - spiega Michael Boris Mandirola, ex presidente della Gioventù Esperantista Italiana - non è casuale: in questi 150 anni abbiamo imparato a sentirci italiani, ora dobbiamo imparare a sentirci europei. Infatti proprio l'Unione è il futuro dell'esperanto, ma prima bisogna aumentare i contatti con le amministrazioni locali: a Mazara del Vallo, per esempio, è nato un nuovo centro di insegnamento della lingua, c'è stato un contatto diretto. Ma non è sempre così semplice. L'esperanto è un linguaggio facile perché nasce dall'unione di radici di parole presenti in diverse lingue europee: rende più semplice l'apprendimento di altre lingue. C'è una proposta di legge per inserirlo come seconda lingua opzionale nelle scuole, sarebbe splendido».
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#4 /web/htdocs/www.bitoteko.it/home/application/libraries/Zend/Application.php(384): Zend_Application_Bootstrap_Bootstrap->run()
#5 /web/htdocs/www.bitoteko.it/home/application/libraries/Omeka/Application.php(73): Zend_Application->run()
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#7 {main}